Storia

Una breve storia dell’Istituto di Storia dell’Arte:

Malgrado la difficoltà di operare in un contesto socio-economico non sempre ricettivo delle esigenze di investimenti nel campo dei beni culturali e della ricerca universitaria, il Dottorato di ricerca coordinato dalla Professoressa Maria Concetta Di Natale (dal 2005) eredita i valori, le acquisizioni, le metodologie dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Palermo a cui sono legate alcune delle figure più importanti della tradizione intellettuale della Repubblica Italiana nata nel dopoguerra.

Dal 1955 al 1959 l’Istituto è stato diretto da Giulio Carlo Argan ( Torino 1909 – Roma 1992), uno dei massimi storici dell’arte del Ventesimo secolo, fondamentale per l’impegno etico e la qualità delle sue produzioni, che spaziano dall’arte classica, all’informale e all’architettura moderna e organica, di cui, con Bruno Zevi, è stato l’interprete e il divulgatore. Tra i suoi titoli si ricordino almeno Walter Gropius e la Bauhaus, Torino 1951, Salvezza e caduta nell’arte moderna, Milano 1964, e la Storia dell’arte italiana, voll. I-III, Firenze 1968.

Dal 1960 al 1967 è docente all’Università di Palermo Cesare Brandi (Siena 1906-Vignano 1908), la cui direzione segna uno dei momenti più alti dell’Istituto: Brandi è la figura di riferimento in Italia per ogni dibattito sulla conservazione ed il restauro dei monumenti. A lui si deve, nel 1938, la fondazione del Regio Istituto Centrale del Restauro (oggi Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, ICR). Tra i suoi testi fondamentali si ricordino almeno la Teoria del restauro, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1963 e la Teoria generale della critica, Torino, Einaudi, 1974.

In seguito, nel 1968, la direzione è passata a studiosi come Maria Grazia Paolini, specialista del Quattrocento, dal 1970 al 1977 a Maurizio Calvesi (1927- vivente), Benedetto Patera, dal 1984 al 1994, Giuseppe Bellafiore (1920-vivente) e infine a Teresa Pugliatti.

Il Prof. Maurizio Calvesi iniziava il suo insegnamento di Storia dell’arte medievale, moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo nell’anno accademico 1971/1972. Alternava corsi di arte moderna ad altri di arte contemporanea da Piero della Francesca, al Manierismo, a Caravaggio, al Futurismo, corsi che divenivano tappe fondamentali per i suoi studi.
A lui si deve l’inserimento tra le materie della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo di Teoria del Restauro, altro insegnamento con cui Maurizio Calvesi teneva aggiornati gli studenti sui nuovi criteri del restauro scientifico teorizzato da Cesare Brandi, di cui l’Istituto Centrale del Restauro di Roma era il modello applicativo e il continuo punto di riferimento.

Seguiva personalmente numerose tesi di laurea, e per le migliori trovava immediato sbocco editoriale fondando nel 1973 la collana dei Quaderni dell’AFRAS, strumento dell'”Archivio Fotografico Regionale dell’Arte Siciliana”, dallo stesso ideato e realizzato con finanziamento regionale presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Palermo, che ancora oggi raccoglie e conserva tutte le campagne fotografiche, relative alle innumerevoli tesi di Laurea. “Scopo dei “Quaderni dell’A.F. R. A. S” è quello di raccogliere per argomenti monografici alcuni tra i più interessanti e meno conosciuti nuclei di opere via via fotografate a cura dell’Archivio stesso”. L’Archivio Fotografico, come lo stesso professore specifica, sia pure nato pertanto “per fini connessi con una ricognizione di studio, naturalmente e solo indirettamente di tutela”, ha consentito la conoscenza e pertanto la salvaguardia, di un notevole patrimonio di arte siciliana, per lo più inedito o poco noto. Fondava ancora un’altra collana di pubblicazioni con l’editore Flaccovio, relativa alle fonti locali, destinata a raccogliere le trascrizioni dei manoscritti della Biblioteca Comunale di Palermo da Valerio Rosso, al Mangananti, al Mongitore, dando ancora una volta spazio alla pubblicazione delle tesi di laurea.

Il periodo di Maurizio Calvesi, iconologo di fama internazionale, è caratterizzato da aperture tematiche, che spaziano dal Rinascimento (dal 1964 recupera la figura completamente dimenticata di Francesco Colonna signore di Palestrina, al quale ha restituito in una serie di saggi e di libri la celebre Hypnerotomachia Poliphili, pubblicata da Aldo Manuzio nel 1999), al Barocco leccese (1966), a Caravaggio, cui dedica numerosi interventi (Caravaggio o la ricerca della salvazione, “Storia dell’arte”, 9/10 1971, Le realtà del Caravaggio, 1990), all’arte contemporanea, Arte e alchimia da Dürer a Duchamp 1993. Spicca soprattutto, nel periodo di Calvesi, la creazione dell’A.F.R.A.S. (Archivio Fotografico dell’Arte Siciliana), una collana di quaderni dedicati alla riscoperta di tutti i periodi dell’arte siciliana. È stato ed è ancora il Direttore della rivista “Storia dell’Arte”, una delle più importanti riviste del settore.

Maria Grazia Paolini concentra i suoi studi sulle radici della cultura figurativa dell’Umanesimo in Sicilia (v. Il Trionfo della Morte di Palermo e la cultura internazionale, in “Rivista dell’Istituto Naz. di Archeologia e Storia dell’Arte”, nn.11-12, 1963).

Benedetto Patera predilige studi di scultura siciliana (Sull’attività di Francesco Laurana in Sicilia, Palermo 1965) e di fonti (L’arte della Sicilia normanna nelle fonti medievali, 1980).

Giuseppe Bellafiore ha operato intensamente per un lavoro sul patrimonio architettonico di Palermo, teso ad una schedatura di tutto il suo centro storico e delle borgate. Si distingue soprattutto il ricco insieme di contributi sul periodo Normanno La Cattedrale di Palermo, 1976 , sulla tutela dei monumenti, Problemi di conservazione e di restauro del Centro storico di Palermo 1962, Architettura in Sicilia : (1415-1535), 1984 e la celebre Guida della città e dei dintorni, 1971.

Teresa Pugliatti (n. 1934-vivente) ha agito da una parte sulla ricerca della cultura figurativa Manierista romana (Agostino Tassi tra conformismo e libertà, 1978, Giulio Mazzoni e la decorazione a Roma nella cerchia di Daniele da Volterra, 1984), dall’altra verso la mappatura della pittura siciliana, dalle radici antonellesche a tutto il Cinquecento, di cui ha lasciato un vivo ricordo nei due volumi Pittura del Cinquecento in Sicilia, 1993, dedicati rispettivamente a Sicilia Orientale e Occidentale 1484-1557; altro suo interesse è stata l’arte contemporanea.

Dagli anni ’70, la Prof. Maria Concetta Di Natale (1951 – vivente) ha dato luogo ad una delle più intense campagne di studio sulla pittura, le arti decorative, la miniatura, l’oreficeria, l’architettura siciliana, L’elenco delle sue pubblicazioni ha raggiunto recentemente il numero di 120 titoli : professore ordinario dal 2003 di Museologia e Storia del collezionismo, ha insegnato dal 1982, presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo, Storia delle Arti Applicate e dell’Oreficeria, Storia dell’Arte Medievale e Storia dell’Arte Moderna e Teoria del Restauro, facendo parte delle commissioni di esami e seguendo numerose tesi di Laurea, alcune delle quali pubblicate con sua premessa. Ha scritto numerosi testi scientifici di pittura e miniatura siciliana dei secoli XIV, XV e XVI, ha partecipato a diversi convegni di studio e scritto in varie riviste specializzate . Nel 1984, insieme ai Professori Antonino Buttitta e Maurizio Calvesi, ha fondato l’“Archivio Fotografico delle Arti Minori in Sicilia”, pubblicando quattro quaderni monografici e organizzando due mostre. Per la Presidenza della Facoltà di Lettere ha curato diverse mostre di Arte Decorativa.
Nel 2005 assume l’incarico di coordinatore del Dottorato di Ricerca in Storia dell’arte medievale, moderna e contemporanea in Sicilia , di cui dall’a.a. 1992/93 ha fatto parte del collegio dei docenti; ha pure fatto parte del Collegio dei docenti dei dottorati di Disegno Industriale Arti Figurative ed Applicate (dall’a.a. 1989-90 all’a.a. 2000-2001) e di Estetica e Teoria delle Arti (dall’a.a. 1994-95 all’a.a. 1999-2000), svolgendo più volte la funzione di tutor. È inoltre coordinatore per i progetti Erasmus degli accordi attivati con le Università di Barcellona e Valenciennes.

Alcuni suoi lavori:

-Tommaso De Vigilia, Quaderno dell’A.F.R.A.S. n.4, Palermo 1974

– Un codice francescano miniato del Quattrocento, in “Atti del Convegno: l’Arte in Sicilia prima di Antonello”, in Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. Studi e ricerche, Palermo 1986.

– L’Arte del corallo in Sicilia, catalogo della Mostra a cura di C. Maltese e M. C. Di Natale, Palermo 1986.

-Il simbolismo della decorazione architettonica nel trattato dell’Amico e nelle arti decorative, in Giovanni Biagio Amico (1684-1754). Teologo Architetto Trattatista, atti delle giornate di studio, Trapani 8-9-10 marzo 1985, Roma 1987 (pp. 93 – 104, figg. 41/46).

– Ori e argenti di Sicilia – Dal ‘400 al ‘700, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 1989

– Gioielli di Sicilia, ed. Flaccovio, Palermo, 2000, pp.7-285.

– Splendori di Sicilia – Arti Decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2001

-Il Museo Diocesano di Palermo, introduzione di G. Randazzo, ed. Flaccovio, Palermo, 2006

– Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell’arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003.

Nel 2006 ha curato il Convegno Internazionale di studi in onore di Maria Accascina “Storia critica e tutela dell’arte nel Novecento. Un’esperienza siciliana a confronto con il dibattito nazionale”, (Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Studi Storici e Artistici, Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Medievale, Moderna e Contemporanea – Palermo-Erice, 14-17 giugno 2006), tenendo la relazione di apertura.

Nello stesso anno ha curato il volume “Maria Accascina e il Giornale di Sicilia 1934-1937. Cultura tra Critica e Cronache” e nel 2007 la seconda parte relativa agli anni 1938-1942.

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